Torino, 23 gennaio 2026 – Si è chiusa con un bilancio estremamente positivo la mostra “Il patrimonio della cura. La cura del patrimonio”, ospitata dal 25 novembre scorso nella sala ipogea dell’Archivio di Stato di Torino. L’esposizione, nata per celebrare il centenario della trasformazione dell’ex ospedale San Luigi Gonzaga nella sede delle Sezioni Riunite, ha registrato un’ampia e sentita partecipazione da parte del pubblico, confermando l’interesse della cittadinanza per la storia e il futuro della sanità piemontese.
«Nel corso della mostra, le Sezioni Riunite dell’Archivio di Stato di Torino hanno confermato il loro valore non solo come sede archivistica, ma come spazio capace di raccontare la propria storia. L’edificio, nato oltre due secoli fa come ospedale San Luigi e frutto di una concezione architettonica allora all’avanguardia, ha offerto al pubblico dell’esposizione una chiave di lettura ulteriore, diventando parte del racconto culturale proposto», Stefano Benedetto, direttore dell’Archivio di Stato di Torino.
Un momento di consolidamento per la rete sanitaria
La mostra ha rappresentato un fondamentale momento di consolidamento della rete delle Aziende Sanitarie Regionali del Piemonte. Sotto il coordinamento del SASP – Centro di Documentazione Storia dell’Assistenza e della Sanità Piemontese – DAIRI – Dipartimento Attività Integrate Ricerca e Innovazione, l’iniziativa ha visto la collaborazione corale di tutte le ASL e Aziende Ospedaliere del territorio, unite nell’obiettivo comune di valorizzare il patrimonio storico-sanitario regionale. Come sottolineato dai promotori, questa sinergia non è solo una celebrazione del passato, ma un passo avanti verso una gestione condivisa della memoria collettiva.
Medical Humanities e valore del patrimonio
L’esposizione ha messo in luce il ruolo cruciale del patrimonio materiale e immateriale come strumento di riflessione sul concetto di cura, offrendo una prospettiva innovativa attraverso la lente delle Medical Humanities: guardare al patrimonio della sanità come a un patrimonio del ben-essere per riflettere sul futuro. Il percorso espositivo ha dimostrato, infatti, come la storia dell’assistenza sia intrinsecamente legata all’evoluzione della società, fungendo da bussola per le sfide future del sistema sanitario.
Un patrimonio “vivo” che dialoga con la comunità
L’accoglienza calorosa dei visitatori ha premiato lo sforzo divulgativo. Nel corso dell’iniziativa, è emersa con forza la consapevolezza che conservare non è soltanto tenere un bell’oggetto o un documento in una teca, ma è farlo vivere, farlo parlare alla comunità. Proprio questa capacità di rendere il patrimonio “vivo” e accessibile è stata la chiave del successo della mostra, evidenziando come la cura del patrimonio sia, in fondo, un’altra forma di cura della persona.
L’iniziativa, che ha ricevuto il patrocinio della Regione Piemonte e di Acosi (Associazione Culturale Ospedali Storici Italiani) ed è stata realizzata in collaborazione con Consiglio Regionale del Piemonte/Stati generali dello sport e del benessere e Direzione artistica Banca Patrimoni Sella & C., si conclude lasciando in eredità una rete di collaborazione più forte e una rinnovata attenzione verso i tesori storici e scientifici custoditi nei luoghi di cura piemontesi.