giovedì, 22 Gennaio 2026

ULSS Pedemontana. Ospedale San Bassiano: nuova tecnologia all’avanguardia per diagnosi dell’osteoporosi

È stata consegnata ufficialmente oggi all’U.O.S.D. Reumatologia dell’ULSS 7 Pedemontana una innovativa apparecchiatura per la diagnosi precoce dell’osteoporosi e la valutazione del rischio di frattura, risultato di una donazione del valore di oltre 47 mila euro da parte della Banca delle Terre Venete Credito Cooperativo.

Un significativo potenziamento nella capacità di diagnosi dell’osteoporosi e nella gestione della patologia: a renderlo possibile è una nuova apparecchiatura all’avanguardia, donata da Banca delle Terre Venete Credito Cooperativo, del Gruppo BCC Iccrea, alla U.O.S.D. Reumatologia dell’ULSS 7 Pedemontana.

«Ringrazio la Banca delle Terre Venete Credito Cooperativo per questa importante donazione – commenta il Direttore Generale dell’ULSS 7 Pedemontana Carlo Bramezza – che va a migliorare la nostra capacità diagnostica e di presa in carico per una patologia che è destinata ad avere un’incidenza sempre maggiore per effetto dell’invecchiamento progressivo della popolazione. Questa apparecchiatura, che normalmente è appannaggio degli ospedali universitari e di pochi altri centri specializzati, ci consentirà di svolgere diagnosi non solo più accurate, ma anche più sicure e più puntuali, con un beneficio significativo per la qualità di vita dei pazienti».

«Come Banca delle Terre Venete crediamo che la vicinanza al territorio si esprima anche sostenendo la salute e il benessere delle persone. Per questo abbiamo scelto di donare, a nome dei nostri soci e a favore di tutta la comunità, questa innovativa apparecchiatura per la diagnosi precoce dell’osteoporosi, una patologia silenziosa ma molto diffusa, che può essere affrontata in modo più efficace grazie alla prevenzione». dichiara Gianfranco Sasso, presidente di Banca delle Terre Venete. 

«Sostenere la sanità pubblica locale significa investire in qualità della vita e in fiducia reciproca: valori che sono alla base del nostro essere banca di credito cooperativo. E’ per noi motivo di grande orgoglio poter sostenere il prezioso e fondamentale lavoro che ogni giorno i medici e tutto il personale sanitario svolgono per il bene più prezioso di tutti, la nostra salute», aggiunge Pietro Pignata, vicepresidente vicario di Banca delle Terre Venete.

Dal punto di vista tecnologico, la peculiarità dell’apparecchiatura – del valore di oltre 47 mila ero – è quella di utilizzare la tecnologia R.E.M.S. (Radiofrequency Echographic Multi Spectrometry), dunque la radiofrequenza al posto della tradizionale densitometria ossea che prevede invece l’utilizzo di radiazioni. Questo rende il suo utilizzo più sicuro per il paziente e l’esame ripetibile più volte senza controindicazioni, per monitorare nel tempo con maggiore precisione l’evoluzione della patologia o l’efficacia delle terapie, migliorando la gestione clinica di ogni caso. 

Inoltre l’apparecchiatura consente di fare una valutazione estremamente accurata della densità minerale ossea (BMD) e della micro-architettura ossea, facilitando l’identificazione tempestiva dell’osteoporosi e del rischio di fratture.

In aggiunta, consente anche di stimare la fragilità ossea e dunque il rischio di fratture, offrendo informazioni aggiuntive per una gestione terapeutica più mirata. 

Anche sul piano operativo la nuova apparecchiatura presenta importanti punti di forza, a partire dalla velocità di scansione e analisi e la sua versatilità di utilizzo, trattandosi di un dispositivo portatile che può essere collegato ad un portatile tramite una semplice porta USB. 

«Questo – spiega il dott. Renzo Gusi, responsabile dell’U.O.S.D. Reumatologia dell’ULSS 7 Pedemontana – ci consentirà di svolgere esami anche su pazienti per i quali sarebbe complicato sottoporsi ad una densitometria ossea, ad esempio perchè allettati o comunque difficili da trasportare: infatti diventa ora possibile svolgere il test direttamente nella stanza di degenza del paziente, e con tempistiche molto più veloci. Pensiamo ad esempio agli anziani appena operati per frattura del femore, che in questo modo potremo indagare immediatamente per capire se e in che misura la loro lesione è stata agevolata da un principio di osteoporosi».

Proprio la possibilità di trasportarla con estrema facilità, consentirà di impiegare l’apparecchiatura, secondo le necessità, sia all’ospedale San Bassiano, presso l’ambulatorio di Reumatologia, sia nell’ospedale di Asiago, a supporto dell’attività degli ambulatori di Reumatologia e di quello per Osteoporosi, entrambi gestiti dal dott. Federico Confente, ma anche dell’Ambulatorio della Menopausa (condizione nella quale aumenta in modo significativo l’incidenza dell’osteoporosi), coordinato dal dott. Andrea Cocco, direttore dell’U.O.C. Ostetricia e Ginecologia di Asiago.


«La REMS – spiega la dott.ssa Mirca Lagni, reumatologa e direttrice dell’U.O.C. Medicina Generale dell’ospedale di Asiago – è una metodica ecografica all’avanguardia, che ha il grande vantaggio, proprio perché non prevede l’utilizzo di radiazioni, di poter essere utilizzata su qualsiasi tipo di paziente, incluse donne in gravidanza nel caso di un sospetto di osteoporosi gravidica o anche bambini con alcune gravi patologie che indeboliscono il sistema scheletrico». 

In questo moto, la REMS va a potenziare la capacità diagnostica dell’Azienda per quanto riguarda l’osteoporosi, affiancando la densitometria ossea già disponibile presso l’ospedale di Santorso.

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