mercoledì, 21 Gennaio 2026

TUMORE AL SENO NELLE GIOVANI. STUDIO IEO: PIÙ CURA ORMONALE DIMEZZA METASTASI E RECIDIVE

Uno studio coordinato dall’Istituto Europeo di Oncologia dimostra che proseguire la terapia endocrina adiuvante oltre i 5 anni standard nelle pazienti in premenopausa con carcinoma mammario, dimezza il rischio di metastasi a distanza e riduce di circa il 40% quello di recidive. I risultati sono stati appena pubblicati su Journal of Clinical Oncology.

Curigliano (IEO): “Una pietra miliare nel campo del carcinoma mammario nelle pazienti giovani, ancora poco rappresentate negli studi clinici”

Milano, 21 gennaio 2026 – Il Journal of Clinical Oncology, una delle più prestigiose riviste di oncologia al mondo, ha appena pubblicato uno studio, coordinato dall’Istituto Europeo di Oncologia, destinato a cambiare la pratica clinica per le giovani pazienti con carcinoma mammario. I risultati dimostrano infatti che, nelle pazienti ormonopositive in pre-menopausa, proseguire la terapia endocrina “adiuvante” o “precauzionale” (per mantenere lo stato di guarigione dopo l’intervento di rimozione del tumore) oltre i 5 anni standard, dimezza il rischio della comparsa di metastasi a distanza e di circa il 40% quello di recidive, senza aumentare gli effetti collaterali gravi.

Lo studio nasce dalla collaborazione tra IEO e l’Harvard University di Boston ed è guidato dal Dr. Carmine Valenza, medico della Divisione nuovi farmaci per Terapie innovative dello IEO e attualmente ricercatore presso l’Harvard University e il Dana-Farber Cancer Institute di Boston. Oltre alla Divisione Nuovi Farmaci, diretta dal Prof. Giuseppe Curigliano, in IEO è stata coinvolta la Divisione di Senologia Medica, diretta dal Dr. Marco Colleoni, e il suo teamdi ricerca diretto dalla Dr.ssa Elisabetta Munzone. Membri del gruppo della Università di Harvard sono le professoresse Ann Partridge, direttrice del programma di ricerca sul carcinoma mammario nelle giovani pazienti, e Meredith Regan.

I due gruppi di ricerca hanno incluso nello studio 501 pazienti in giovane età, operate per carcinoma mammario entro i 40 anni, con coinvolgimento linfonodale e positivo ai recettori ormonali, che avevano ricevuto 5 anni di terapia endocrina adiuvante con LHRH-analogo, una puntura per bloccare la funzione delle ovaie e il ciclo mestruale (detta “LHRH-analogo”).

Al termine dei 5 anni erano ancora in premenopausa e la malattia non si era ripresentata. Di queste, circa la metà aveva interrotto la terapia endocrina e avviato controlli clinici, l’altra metà aveva proseguito la terapia endocrina oltre il quinto anno, per una mediana di altri 4 anni circa (9 anni in totale). Dal confronto fra i due gruppi è emerso che chi ha proseguito la terapia ha avuto un vantaggio significativo in termini di metastasi a distanza (meno 50%) e recidive (meno 40%).

“Questo studio è fondamentale perché è il primo che si occupa dell’estensione della terapia adiuvante nelle pazienti più giovani che hanno ricevuto l’LHRH-analogo per 5 anni, e colma quindi una lacuna che si fa sempre più importante con l’aumentare delle diagnosi di tumore mammario nelle under 40″ commenta il Dr. Valenza.

Storicamente, dopo la chirurgia, tutte le pazienti con carcinoma mammario positivo ai recettori ormonali ricevono la terapia endocrina adiuvante per 5 anni, sulla base dei risultati di molti studi clinici che hanno dimostrato un allungamento della sopravvivenza.

“Solo nelle pazienti in postmenopausa, soprattutto se con carcinoma mammario esteso ai linfonodi, è stato dimostrato che la prosecuzione oltre i 5 anni di un farmaco orale chiamato “inibitore delle aromatasi”, fino a un massimo di 10 anni, conferiva un ulteriore beneficio clinico e diminuiva in misura ancora maggiore la probabilità di riapparizione del tumore. Erano assenti però i dati nelle pazienti in premenopausa trattate con LHRH-analogo. Al termine di questi 5 anni non c’erano dati se prolungare la terapia, come nelle pazienti in postmenopausa, o fermarsi e proseguire solo con le visite di controllo. Da oggi finalmente abbiamo una solida base di dati per proporre a ogni paziente la prosecuzione della terapia, tenendo conto del lungo progetto di vita che ha davanti a sé” aggiunge Valenza.

“Sono orgoglioso di questo risultato, che pone una pietra miliare nel campo del carcinoma mammario nelle pazienti giovani, ancora poco rappresentate negli studi clinici. Va aggiunto che dal 2014, anno della pubblicazione dello storico studio, sempre guidato da IEO, sulla terapia adiuvante con LHRH-analogo nelle pazienti in premenopausa, la ricerca non aveva più fatto passi avanti in questo settore fondamentale per la salute delle nostre donne. Oggi la pubblicazione su JCO conferma il ruolo di leadership dello IEO nella ricerca mondiale sul carcinoma mammario, e, soprattutto, lascia un segno tangibile sul miglioramento della sopravvivenza delle nostre giovani pazienti” conclude il Prof Curigliano.

Link allo studio: Valenza C, Zheng Y, Milano M et al. Extended endocrine therapy after 5 years of adjuvant LHRH-agonist in premenopausal patients with node-positive hormone receptor (HR)-positive early breast cancer. J Clin Oncol, 2026. DOI https://doi.org/10.1200/JCO-25-01660

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