Versilia, 21 gennaio 2026 – Si è concluso nelle scorse settimane l’evento di formazione dal titolo “Highlights 2 in Neuropsichiatria infantile”, che ha fatto seguito all’intervento dell’anno scorso, con lo stesso titolo, con l’organizzazione in entrambi i casi del servizio di Salute mentale infanzia adolescenza della zona Versilia.
L’iniziativa, effettuato in modalità FAD sincrona, ha visto riunite tutte le figure professionali che operano in questo ambito sul territorio dell’Azienda USL Toscana nord ovest, con la partecipazione di circa 100 operatori sanitari, tra medici neuropsichiatri infantili, psicologi, infermieri, TNPEE, fisioterapisti, logopedisti ed educatori professionali.
Il corso ha visto la partecipazione di relatori di elevato profilo professionale e scientifico, riconosciuti a livello nazionale e internazionale per la loro esperienza clinica e di ricerca, che hanno approfondito le più recenti conoscenze scientifiche nell’ambito dei disturbi del neurosviluppo, con l’obiettivo di trasformarle in pratiche cliniche concrete, promuovendo così una sanità capace di innovare, di generare cultura condivisa e di utilizzare in modo sostenibile le risorse disponibili.
A organizzare l’iniziativa formativa, dunque, sono state ancora una volta la responsabile della Salute mentale infanzia adolescenza della Versilia Stefania Millepiedi, anche responsabile scientifica dell’evento, e l’animatrice di formazione Silvia Lanciani.
Nella prima sessione Roberta Battini, dell’Istituto Scientifico Stella Maris, ha parlato dell’importanza di analizzare i profili genetici nei vari disturbi, relazionando sulle più innovative tecniche di analisi genetica, seguita da Antonella Gagliano, Università di Enna, che ha evidenziato l’importanza del sonno nella patogenesi dei disturbi del neurosviluppo e di come sia importante garantire al bambino un sonno di quantità e qualità adeguata, illustrando al contempo strumenti di valutazione e strategie di intervento.
Nella seconda sessione è stato affrontato il tema dell’utilizzo della mindfulness in età evolutiva, con Roberta Rubbino, dell’Istituto AT Beck Roma, che ha presentato in particolare le basi teoriche e le evidenze scientifiche dei programmi di mindfulness-based rivolti a bambini, adolescenti e caregiver, valorizzandone il ruolo nei vari disturbi dell’età evolutiva e in particolare nella regolazione emotiva e nella gestione dello stress. A seguire c’è stata la presentazione da parte di Elisa Fazzi, dell’Università di Brescia, oltre che presidente della Società Italiana di Neuropsichiatria, esperta riconosciuta a livello internazionale, delle problematiche neurovisive e visuo-percettive che possono accompagnare i disturbi del neurosviluppo, mettendo in luce l’importanza della diagnosi precoce e del lavoro multiprofessionale.
Nella terza sessione da sottolineare i contributi di Gherardo Rapisardi, pediatra e neonatologo, che ha illustrato gli strumenti di osservazione precoce del neonato e del bambino che caratterizzano l’approccio Brazelton, come strumento di comunicazione con i genitori sottolineandone il valore in termini di prevenzione e di sostegno alle competenze genitoriali. E’ seguito l’intervento sulle dipendenze comportamentali negli adolescenti, a cura di Emanuele Palagi, psicologo e psicoterapeuta che lavora presso il Serd zona Versilia, che ha proposto una lettura in chiave evolutiva di comportamenti di addiction (digitale, gioco e condotte a rischio) in età adolescenziale, sottolineando l’importanza di una psicoeducazione e di un uso consapevole dei social media.
La sessione conclusiva è stata caratterizzata dalla presenza di Luca Scarpari, unico formatore in Italia per la Stimolazione basale e per il metodo Snozelan, che, tramite l’esposizione degli aspetti teorici ed esemplificazioni pratiche, ha illustrato questo modello di intervento nato in Germania e di recente diffusione anche in Italia, descrivendone principi, setting e applicazioni nei bambini con grave disabilità ed evidenziano come questo possa favorire la qualità di vita, la comunicazione e la comprensione dei comportamenti problema che spesso si evidenziano in questi quadri ad alta complessità clinica.
L’evento si è concluso con la presentazione di Enrico Biagioni, direttore di area dipartimentale Salute mentale infanzia adolescenza (SMIA) dell’Azienda USL Toscana nord ovest, che ha fatto un excursus scientifico sull’epilessia del neonato e del bambino piccolo e sulla lettura dell’EEG in questa fascia di età delineando in particolare i percorsi diagnostici e i correlati clinico-funzionali.
La grande eterogeneità degli argomenti affrontati – dalle sindromi genetiche ai disturbi del sonno, dalla mindfulness ai disturbi visivi, fino alle dipendenze comportamentali dell’adolescente e alle epilessie del neonato e del bambino piccolo – riflette la complessità e la varietà dei quadri clinici di cui si occupano quotidianamente i servizi di Salute mentale infanzia adolescenza.
Attraverso la condivisione di buone pratiche e l’aggiornamento continuo delle competenze, il corso ha voluto contribuire alla costruzione di reti professionali capaci di rispondere in modo adeguato e sostenibile ai bisogni di cura dei bambini, degli adolescenti e delle loro famiglie.