martedì, 20 Gennaio 2026

Nuovo modello Laboratori di Analisi Cliniche Regione Lazio. FASSID: “Cambiare tutto per non cambiare nulla”

Venerdì 21 novembre 2025 il Sindacato FASSID (AIPaC-AUPI-SIMET-SINAFO-SNR) ha inviato alla Regione Lazio e alle AA.SS.LL e alle Aziende Ospedaliere della stessa una diffida in cui si stigmatizzava nel merito e nel metodo quanto indicato in una circolare del 3/3/2025 della Direzione Regionale Salute e Integrazione Socio-sanitaria, riguardo ad una nuova modalità di gestione delle Gare per l’approvvigionamento di attrezzature e  reagenti dei Laboratori di Analisi Cliniche operanti nella Regione.

Le indicazioni riportate nella circolare prescrivevano il superamento del modello stabilito dal DCA 219/2014 (“Riorganizzazione della Rete dei Laboratori di Analisi pubblici”);  le gare regionali avrebbero dovuto  ”essere predisposte secondo un prezzo che valorizzi il costo per esame (costo a referto)” omnicomprensivo di voci di spesa  consuete quali noleggio attrezzature, costo reagenti, consumabili etc., integrate da una “new entry”: la ”quota Servizi: costo dei servizi aggiuntivi quali gestione del magazzino e supporto operativo.”.

Non si citavano dati a favore della convenienza del modello e si rimandava genericamente per la formulazione dei capitolati a gare esperite a livello territoriale ; l’unico precedente appariva essere la gara dell’AOU Sant’Andrea.

Quasi in risposta al primo rilievo della diffida FASSID, circa la non idoneità di una mera circolare alla  sostituzione  di un DCA non abrogato, è arrivata la pubblicazione il 2 gennaio sul BURL della Deliberazione 30 dicembre 2025, n. 1322 – Approvazione del documento di “Riorganizzazione della rete di medicina di laboratorio pubblica del Lazio”, delibera che avrebbe dovuto essere necessariamente propedeutica alla pubblicazione dei bandi di gare costruite sul modello proposto dalla Regione.

La nuova organizzazione propone un superamento asseritamente “ponderato” del modello precedentemente vigente con una nuova articolazione  che prevede laboratori di vari livelli (1°,2° e 3°) i cui panel di esami non sono rigidamente definiti, come in passato. Gli esami a maggior costo e minor frequenza è previsto confluiscano ad un Laboratorio di 3° livello presente in ciascuna Azienda.

Quanto all’utilizzo esclusivo di attrezzature di Laboratorio nel 1° livello (Case di Comunità etc.), gestite da personale non formato nelle specifiche discipline di Laboratorio, dai costi non controllabili e senza sufficienti garanzie di qualità non è sostitutivo della Medicina di Laboratorio eseguita nel Laboratorio Clinico, ma rappresenta un processo erogativo integrativo a quest’ultima, come ad esempio già riconosciuto dalla Regione Lombardia. Questo tipo di offerta diagnostica può supportare l’assistenza territoriale purché siano garantite sicurezza, qualità e appropriatezza dell’offerta diagnostica stessa.

Il paragrafo dedicato dalla Delibera alla Gestione del magazzino attribuisce la gestione diretta del magazzino reagenti da parte del fornitore, che  non solo fornisce i reagenti, ma si occupa anche della gestione delle scorte. Questo modello, integrato con il pagamento a referto, ha forti  implicazioni sia operative che economiche. Nella diffida FASSID viene ampiamente argomentato come questa palese esternalizzazione contravvenga a normativa vigente;”  concretizzandodi fatto l’assegnazione all’appaltatore esterno di incombenze corrispondenti all’esercizio di funzioni che la legge assegna al personale incardinato nelle strutture ospedaliere, funzioni che in concreto rispondono al compito di garantire il corretto svolgimento dei test, il controllo dei macchinari e dei materiali e il corretto utilizzo, approvvigionamento e conservazione di questi ultimi.

Ciò è propedeutico al “nuovo” sistema di remunerazione “a referto” che, almeno  dall’esperienza acquisita a livello nazionale, ha comportato aumenti dei costi e peggioramento dell’efficienza, inducendo al ritorno a sistemi più efficaci e trasparenti.

Così come  il modello di Global service, che era stato proposto in alcune gare indette in Regione  nell’ ultimo  anno nella scia della citata circolare, in ambito sanitario appare in contraddizione con il vigente Codice degli appalti e della legge sulla concorrenza, in assenza di dati e dimostrazioni certe della sua convenienza.

Tutto questo costituisce per di più un ”vulnus” alle categorie e professionalità competenti, in quanto  comporta difficoltà per la rendicontazione e il controllo dei costi da parte delle Aziende sanitarie, private dell’autonomia decisionale, e impone ai Dirigenti del settore la conferma e approvazione finale degli stessi in assenza di idonea partecipazione e possibilità di controllo rispetto alle fasi precedenti.

Pertanto FASSID  continua  a manifestare la sua opposizione alla  modalità operativa della Regione Lazio, che intende portare avanti questo modello organizzativo, senza aprirsi ad un confronto serio con i Sindacati e con le Società Scientifiche del settore.

Sempre più riteniamo di dover ricordare che la Corte costituzionale, in più occasioni, e recentemente con la sentenza n. 195/2024, abbia ribadito il principio fondamentale:” la tutela della salute non può essere subordinata a mere logiche contabili.”  E soprattutto che queste ultime siano realmente affidabili e mirate a miglioramento del nostro SSN, nell’ambito della legislazione vigente.

Annarita Martini, Segretario Nazionale AIPAC
Giulio Argalia, Coordinatore Nazionale FASSID, Segretario nazionale SNR

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