VALLI ETRUSCHE, 17 gennaio 2026 – Si è concluso con una partecipazione ampia e qualificata l’incontro “Il sistema delle cure per le patologie motorie” , che si è svolto al Teatro comunale “Eduardo De Filippo” di Cecina, registrando la presenza di oltre cento persone in rappresentanza di associazioni, istituzioni, professionisti sanitari e cittadinanza. Un segnale forte dell’interesse e dell’attenzione che il tema della riabilitazione e della presa in carico delle persone con patologie neuromotorie suscita nel territorio delle Valli Etrusche.
La mattinata, moderata dalla dottoressa Vincenza Zagaria, coordinatrice del Comitato di Partecipazione delle Valli Etrusche e presidente dell’Associazione Vita Indipendente BVC, si è aperta con gli interventi istituzionali della sindaca di Cecina Lia Burgalassi e di Federico Posteraro, responsabile dell’Area Funzionale Omogenea Nord del Dipartimento di Riabilitazione, che hanno portato i saluti di Sandra Scarpellini, presidente della Società della Salute Valli Etrusche, e di Giacomo Corsini, direttore sanitario dell’Azienda USL Toscana nord ovest impossibilitati a intervenire. Gli interventi introduttivi hanno richiamato il valore strategico della collaborazione tra enti locali, sistema sanitario e mondo associativo per garantire risposte efficaci, continue e sostenibili ai bisogni delle persone con disabilità motorie.
Nel corso dei lavori è emersa con forza la necessità di superare approcci frammentati, rafforzando l’integrazione tra ospedale, territorio e servizi sociali, e di riconoscere la riabilitazione come diritto fondamentale lungo tutto l’arco della vita. Il confronto degli operatori e delle associazioni con gli esperti, grazie alla presenza dei rappresentanti dei servizi sanitari e sociali territoriali e in particolare dei fisioterapisti, ha offerto contributi concreti sui modelli di presa in carico, sulle prospettive di innovazione e sulla centralità della persona nei percorsi di cura.
Particolarmente ricca di spunti e riflessioni è stata la tavola rotonda che nel pomeriggio ha visto la partecipazione di Alberto Zanobini, dirigente del Settore Inclusione e Accessibilità della Regione Toscana, Monica Marini, dirigente del Settore Assistenza sanitaria territoriale e coordinamento dei processi di programmazione della Direzione Sanità, Welfare e Coesione Sociale della Regione Toscana, Federico Posteraro, responsabile dell’Area Funzionale Omogenea Nord del Dipartimento di Riabilitazione e direttore dell’UOC di Medicina Riabilitativa dell’Ospedale Versilia, Roberto Poggi per il Dipartimento delle Professioni Tecnico Sanitarie della Riabilitazione e della Prevenzione, Vincenza Zagaria, psicologa-psicoterapeuta, coordinatrice del Comitato di Partecipazione delle Valli Etrusche e presidente dell’Associazione Vita Indipendente BVC APS, Elena Menichini, presidente di Confindustria Dispositivi Medici – Associazione Ausili, e Vito D’Aloisio, presidente dell’Associazione Habilia. Da parte degli esponenti regionali è stato sottolineato l’apprezzamento per il percorso di condivisione avviato, lo sviluppo e l’integrazione dei servizi riabilitativi all’interno delle strutture territoriali così come l’inserimento diretto delle proposte emerse nel Pis, tutti aspetti che vanno nella direzione indicata dalla Toscana.
“La giornata di oggi – ha sottolineato Laura Brizzi, direttore di Zona e della Società della Salute Valli Etrusche – rappresenta un momento di riflessione condivisa con le associazioni e con tutti i soggetti coinvolti, nell’ottica di una partecipazione reale e qualificata al percorso che porterà alla definizione del nuovo Programma Integrato di Salute. Il confronto che si è sviluppato, ricco di contenuti e di proposte, non resterà isolato, ma confluirà nella programmazione zonale della Società della Salute, contribuendo a costruire politiche e servizi sempre più rispondenti ai bisogni espressi dalle persone e dalle comunità”.
L’evento ha confermato il ruolo della Società della Salute Valli Etrusche e dell’Azienda USL Toscana nord ovest come promotrici di una sanità territoriale orientata all’inclusione, alla continuità delle cure e alla valorizzazione delle reti associative, ribadendo che solo attraverso un lavoro condiviso è possibile garantire qualità della vita, autonomia e diritti alle persone con patologie e disabilità neuromotorie.