venerdì, 16 Gennaio 2026

Policlinico Bari, primo impianto cocleare smart per restituire l’udito a un bambino di 11 anni

Il prof. Quaranta spiega i vantaggi della nuova tecnologia: “Memoria interna, gestione software avanzata e controlli intraoperatori in WiFi”.

Per un bambino tornare a sentire in modo completo significa poter vivere una quotidianità diversa: a scuola, nelle relazioni, nelle attività di ogni giorno. È il risultato ottenuto al Policlinico di Bari, dove è stato impiantato per la prima volta dall’équipe del prof. Nicola Quaranta il nuovo impianto cocleare “smart” di ultima generazione: una tecnologia innovativa destinata a migliorare la gestione clinica e l’assistenza ai pazienti con grave deficit uditivo.

“Il primo paziente è stato un bambino di 11 anni – spiega il prof. Quaranta, direttore dell’Unità operativa di Otorinolaringoiatria –  già portatore di un impianto monolaterale. Grazie al nuovo dispositivo Nexa potrà recuperare l’udito stereofonico e una migliore discriminazione vocale, soprattutto in ambienti complessi come la scuola, dove la presenza di rumore di fondo rende più difficile comprendere le parole e seguire le lezioni. Il nuovo impianto cocleare è dotato di memoria interna e consente una gestione avanzata del software, rendendolo pronto ad accogliere gli aggiornamenti tecnologici futuri e aprendo prospettive concrete anche per una migliore assistenza a distanza”.

Il nuovo sistema, infatti, può rendere più semplice il follow-up clinico e, in prospettiva, consentire controlli e regolazioni più efficienti, con benefici diretti per i pazienti, che potranno ridurre la necessità di recarsi frequentemente in ospedale.

Gli impianti cocleari possono essere installati già a partire dai 10 mesi di vita. Le più recenti linee guida favoriscono un approccio sempre più precoce: grazie allo screening e ai percorsi clinici, la diagnosi può avvenire entro i primi due-tre mesi, seguita da trattamento protesico tempestivo e, quando necessario, dall’impianto entro l’anno.

Tecnologia smart anche in sala operatoria: controlli intraoperatori in WiFi
La “smart technology” riguarda anche la fase chirurgica, come spiega la dottoressa Alessandra Murri, dirigente medico del reparto di Otorinolaringoiatria: “In sala operatoria viene impiegato un dispositivo dedicato che consente la misurazione intraoperatoria del corretto funzionamento della componente interna. Il sistema si connette in modalità WiFi e permette di verificare il corretto inserimento dell’impianto, le impedenze degli elettrodi e la funzionalità del nervo acustico, migliorando precisione e sicurezza del percorso”.

Come funziona l’impianto cocleare
L’impianto è composto da una parte interna e una esterna. La componente interna comprende il ricevitore-stimolatore e gli elettrodi che vengono inseriti nella coclea; la parte esterna è rappresentata dal processore del linguaggio, che viene attivato e programmato dopo l’intervento. L’attivazione avviene generalmente circa un mese dopo l’impianto, quando il paziente torna in ospedale per la regolazione iniziale e le impostazioni personalizzate.

Il nuovo impianto smart introduce però una novità determinante: la parte interna è dotata di un sistema simile a quello dei dispositivi elettronici di ultima generazione, che consente di aggiornare le strategie di elaborazione del segnale e migliorare le prestazioni nel tempo. In pratica, come avviene per uno smartphone, il dispositivo potrà ricevere aggiornamenti software (firmware) e adattarsi a nuove funzioni senza sostituzioni chirurgiche della componente interna.

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