venerdì, 16 Gennaio 2026

Asp Catania. Lunedì 19 gennaio l’inaugurazione delle prime Case della Comunità in provincia

Oltre 2,6 milioni di euro investiti per gli interventi a Mirabella Imbaccari e Grammichele, finanziati con fondi PNRR e previsti dal DM 77/2022. Le nuove strutture garantiranno servizi sanitari e socio-sanitari di prossimità nell’ambito della riorganizzazione territoriale.

CATANIA – Saranno inaugurate lunedì 19 gennaio le prime Case della Comunità attivate in provincia di Catania, con l’apertura delle sedi di Mirabella Imbaccari e Grammichele. Gli interventi, del valore complessivo superiore a 2,6 milioni di euro finanziati con risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), rafforzano la riorganizzazione dei servizi sanitari territoriali, promuovendo un’assistenza primaria di prossimità e integrata secondo le indicazioni del D.M. 77/2022.

Sarà l’Assessore regionale alla Salute, Daniela Faraoni, a inaugurare le due sedi, alla presenza del direttore generale dell’Asp di Catania, Giuseppe Laganga Senzio, del management aziendale, dei sindaci dei due Comuni, Giovanni Ferro (Mirabella Imbaccari) e Giuseppe Greco (Grammichele), dei sindaci del Calatino, delle autorità politiche, civili, militari e religiose del territorio, insieme ai tecnici che hanno seguito la progettazione e l’esecuzione dei lavori.

La giornata si aprirà alle 11.30 a Mirabella Imbaccari, nella sede di via Giuseppe Scollo, 8, e proseguirà nel pomeriggio a Grammichele, dove alle 15.00 si terrà l’inaugurazione della struttura ospitata nell’ex Ospedale “Barbuzza”, in Piazza Guglielmo Marconi, 10. Per entrambe le sedi sono previste la visita dei locali e un incontro istituzionale di presentazione, dedicato agli interventi realizzati, agli obiettivi strategici del progetto e al ruolo delle Case della Comunità nella riforma del Servizio Sanitario Regionale.

Mirabella Imbaccari: una struttura rinnovata e accessibile

La Casa della Comunità (spoke) di Mirabella Imbaccari è ospitata nel Poliambulatorio di via Giuseppe Scollo ed è stata oggetto di un intervento integrale di ristrutturazione e rifunzionalizzazione, del valore di 910.874 euro, interamente finanziato con fondi PNRR.

I lavori, avviati il 13 gennaio 2025, hanno interessato la revisione completa degli spazi interni su due livelli, con interventi su pavimenti, finiture, controsoffitti tecnici, tramezzature e impianti tecnologici.

È stato inoltre previsto il superamento delle barriere architettoniche e il rispetto degli standard di sicurezza, accessibilità e comfort previsti per le strutture territoriali.

Grammichele: l’ex Ospedale “Barbuzza” cambia volto

La Casa della Comunità (spoke) di Grammichele trova sede nell’ex Ospedale “Barbuzza”, edificio di proprietà dell’Asp situato in prossimità del centro storico e sviluppato su due livelli per circa 820 metri quadrati.

L’intervento, avviato il 27 giugno 2024 e primo tra quelli previsti dal PNRR per l’Asp di Catania, ha un valore complessivo di oltre 1 milione e 700 mila euro, finanziati per 1 milione e 561 mila euro con fondi PNRR e per 177 mila euro con altre risorse.

I lavori hanno riguardato la rifunzionalizzazione completa della struttura, con riorganizzazione interna degli spazi, miglioramento dell’involucro edilizio, risanamento delle murature, riqualificazione delle facciate e degli spazi comuni, nonché l’installazione di nuovi impianti tecnologici ad alta efficienza (idrico-sanitari, elettrici, illuminazione, dati, fotovoltaico, climatizzazione e ventilazione meccanica, videosorveglianza).

L’edificio è stato adeguato agli standard di accessibilità, assicurando piena fruibilità degli ambienti per utenti e operatori.

Il ruolo delle Case della Comunità nella nuova rete territoriale

In provincia di Catania sono previste 29 Case della Comunità.

Le strutture rappresentano il fulcro della riorganizzazione territoriale delineata dal D.M. 77 e si configurano come punto unico di riferimento per l’assistenza sanitaria e sociosanitaria, con l’obiettivo di ridurre l’accesso improprio agli ospedali e garantire una presa in carico più appropriata e continuativa.

La presenza integrata di medici, pediatri di libera scelta, specialisti ambulatoriali, infermieri di famiglia e comunità e altri professionisti, con disponibilità di diagnostica di base, consente un’offerta assistenziale h24.

La rete è organizzata secondo il modello hub & spoke, con l’obiettivo di garantire capillarità e maggiore equità nell’accesso soprattutto nelle aree interne e rurali.

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