sabato, 10 Gennaio 2026

Influenza e altre infezioni respiratorie nei bambini: consigli dei pediatri modenesi alle famiglie

Adeguata idratazione, controllo della temperatura corporea, riposo e ricorso al Pronto Soccorso pediatrico solo nei casi di reale urgenza: la Federazione Italiana dei Medici Pediatri (FIMP) si rivolge alle famiglie anche in occasione della ripresa delle attività scolastiche.

Bere spesso a piccoli sorsi, tenere pulito il naso, tanto riposo e tenere sotto controllo la temperatura corporea quando troppo elevata (ovvero quando supera i 38,5°C) con i farmaci antipiretici di uso comune come Paracetamolo o Ibuprofene, meglio se dati per bocca e sempre al dosaggio adeguato al peso corporeo del bambino.

Sono i consigli dei medici Pediatri della provincia di Modena, validi sempre ma particolarmente utili in questi giorni di picco delle patologie respiratorie infettive acute soprattutto nei bambini, anche in considerazione della ripresa delle attività scolastiche.

“L’incidenza dei casi di influenza si è stabilizzata, anche se dai dati disponibili in provincia di Modena il picco sembra atteso proprio in questi giorni. Il virus influenzale colpisce tutte le fasce di età – sottolinea la dottoressa Silvia Cattani, Segretario provinciale della Federazione Italiana Medici Pediatri di Modena (FIMP) –, ma soprattutto si diffonde nei bambini al di sotto dei cinque anni in cui l’incidenza è oltre tre volte rispetto a quella nelle altre fasce di età (dati tratti dal rapporto RespiVirNet della prima settimana del 2026, dal 29 dicembre al 5 gennaio: 47,4 casi per mille assistiti nei piccoli rispetto a 13,6 nella popolazione generale). La fascia pediatrica è dunque quella più colpita dalle Infezioni Respiratorie Acute (ARI) e questo spiega l’incremento marcato degli accessi dei bambini alle cure sanitarie, sia alle cure territoriali con un numero elevatissimo di visite presso gli ambulatori dei Pediatri di Libera Scelta (PLS), che al servizio di continuità assistenziale e infine alle cure ospedaliere”.

 “Tutti i professionisti che ruotano intorno alle cure pediatriche – prosegue Cattani –, sia territoriali che ospedaliere, stanno cercando di garantire le migliori risposte possibili ai bisogni di salute dei bambini e delle loro famiglie, con un notevole investimento di energie e risorse umane. È però fondamentale che l’accesso alle cure sia appropriato e pertanto è raccomandabile che il primo interlocutore delle famiglie sia il Pediatra di Libera scelta, che conosce il bambino e ha un rapporto privilegiato di fiducia con la famiglia. Solo in caso di impossibilità a contattare il PLS (orari notturni e giorni festivi) e solo in situazioni urgenti, non differibili, è comprensibile e raccomandato il ricorso al Pronto Soccorso”.

Le urgenze non differibili sono rappresentate da bambini molto piccoli, sotto l’anno di età con febbre alta e difficoltà respiratoria, bambini di qualsiasi età con febbre molto elevata e poco responsiva ai comuni farmaci antipiretici (paracetamolo o ibuprofene), bambini di qualsiasi età con difficoltà a respirare o ad idratarsi per vomiti o perché soporosi. In tutte le altre situazioni l’accesso al PS non è indispensabile e la consultazione del Pediatra di famiglia, appena disponibile, è la scelta più appropriata.

Il Pediatra di famiglia ha il compito, fra gli altri, di dare indicazioni alle famiglie circa le  prime cure da fornire al proprio figlio con patologia febbrile acuta, che sono l’adeguata idratazione (bere spesso a piccoli sorsi), la pulizia delle vie aeree superiori (pulizia del naso), il riposo, il controllo della temperatura quando troppo elevata (maggiore di 38,5°C) con i farmaci antipiretici di uso comune tipo Paracetamolo o Ibuprofene, meglio se dati per bocca e al dosaggio adeguato al peso corporeo del bambino. Ulteriori terapie aggiuntive sono da considerare dopo valutazione pediatrica. È sconsigliato l’uso inappropriato degli antibiotici, specie in queste patologie infettive che sono nella maggior parte dei casi di origine virale. Sarà il Pediatra che valuterà situazioni particolari in cui potrebbe essere opportuna la copertura antibiotica. È invece fondamentale che il bambino sia regolarmente vaccinato secondo il calendario vaccinale regionale, per proteggerlo da complicanze batteriche o virali gravi. Sarebbe auspicabile anche una maggiore protezione attiva contro il virus influenzale, attualmente possibile grazie alla vaccinazione antinfluenzale che è offerta gratuitamente proprio nella fascia di età 6 mesi-6 anni, in cui è maggiore l’incidenza di queste sindromi influenzali; da gennaio l’offerta della vaccinazione gratuita è stata estesa a tutta la popolazione. Quest’anno i pediatri di famiglia, in collaborazione con la Pediatria di Comunità, hanno vaccinato sempre più bambini 0-14 anni contro il virus influenzale (quasi il 33% in più rispetto alla stagione 2024-25) e questo sicuramente contribuisce a ridurre la circolazione del virus e a ridurre le forme gravi, che talvolta richiedono il ricovero ospedaliero. Da quest’anno in Emilia-Romagna è anche disponibile una nuova profilassi contro il virus respiratorio sinciziale (VRS) responsabile di infezioni acute respiratorie nei lattanti, denominate bronchioliti. L’immunizzazione è stata offerta in ottobre e novembre scorsi dalla Pediatria di Comunità a tutti i nati da aprile ad agosto 2025, e parallelamente da settembre 2025 viene offerta a tutti i neonati, in tutti i punti nascita della provincia, prima della dimissione dall’ospedale. È molto importante aderirvi. Già si nota un netto calo dell’incidenza della bronchiolite e dei ricoveri per tale patologia. “Concludo esortando una reale alleanza terapeutica fra sanitari e famiglie – afferma Cattani –, specie in situazioni di altissima morbilità come quella attuale, accanto a una efficace collaborazione fra territorio e ospedale”.

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