Ospedale di Perugia riceve encomio dal Ministero della Salute

Perugia, 04 gennaio 2026 – L’Azienda Ospedaliera di Perugia ha ricevuto un importante riconoscimento di apprezzamento da parte del Dipartimento della Prevenzione, della Ricerca e delle Emergenze Sanitarie del Ministero della Salute.

Il riconoscimento ministeriale fa seguito a un encomio inviato dalla madre di una paziente al personale sanitario dell’Azienda Ospedaliera di Perugia e al Ministero, in cui vengono elogiati l’impegno e la professionalità dimostrati nell’accogliere e curare la giovane donna di 38 anni.

L’attestato di stima del Ministero testimonia l’eccellenza dell’assistenza sanitaria fornita dall’ospedale perugino e rappresenta un motivo di orgoglio per l’intera struttura e per tutti i professionisti che quotidianamente si dedicano con competenza e umanità alla cura dei pazienti.

Il riconoscimento sottolinea il valore del lavoro svolto dal personale sanitario dell’Azienda Ospedaliera, confermando il ruolo di eccellenza della struttura nel panorama sanitario nazionale.

Il ringraziamento di Barbara, mamma di Chiara e medico ginecologa in Roma: “Con la presente mail sento la necessità di esprimere la mia immensa gratitudine al personale medico e paramedico tutto dei reparti di Terapia Intensiva 2, Nefrologia e Dialisi, Urologia, Ortopedia e Area Professionale Riabilitativa e agli specialisti intervenuti per il trattamento medico altamente professionale, accompagnato da grande umanità, che è stato riservato a mia figlia Chiara ricoverata per shock settico pluriorgano presso l’Azienda Ospedaliera di Perugia. Esprimo questa gratitudine non solo come madre di una figlia riconquistata alla vita ma anche come parte della sanità pubblica essendo medico in attività, consapevole della complessità della nostra realtà sanitaria. Chiara non avrebbe potuto avere in nessun altro centro di eccellenza cure migliori. Alta professionalità, dedizione e grande attenzione umana sono state a noi riservate sostenendoci e accompagnandoci in giorni molto difficili. Lo shock settico ha lasciato delle ferite indelebili in questa giovane donna di 38 anni (insegnante di sostegno) con due bambini: uno di 5 anni e una neonata di 8 mesi che nei giorni di inizio della malattia ancora allattava in esclusiva. Chiara ha subito e subirà amputazioni delle dita della mano e dei piedi ma tutto questo strazio incredibile e insopportabile è stato vissuto con accettazione serena e con un aiuto potente e costante grazie a tutto il personale che ha incontrato, ognuno con la sua competenza. Nonostante il momento drammatico che la mia famiglia sta vivendo, resta forte la consapevolezza di quanta professionalità e umanità ci abbia sostenuto. La nostra esperienza non solo può aiutare tutti ad essere più fiduciosi per il futuro della nostra sanità ma ci impone di rendere onore a tutti coloro che quotidianamente hanno veramente “cura” del paziente e dei suoi familiari”.

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