In occasione della Giornata di sensibilizzazione sul cancro allo stomaco che si celebra ogni anno il 30 novembre, le Aziende Sanitarie ferraresi evidenziano l’importanza dell’approccio multidisciplinare per migliorare la prognosi e l’assistenza ai pazienti. Nella provincia di Ferrara si registrano circa 80 nuovi casi di carcinoma dello stomaco e 17 di carcinoma dell’esofago ogni anno. A fine 2024 è stato formalmente avviato a Ferrara il Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA) interaziendale per le neoplasie gastriche ed esofagee, che coordina il lavoro svolto dai professionisti dell’ospedale e del territorio (gastroenterologi, oncologi, chirurghi, anatomopatologi, nutrizionisti, palliativisti e psico-oncologi, medici di medicina generale) al fine di garantire diagnosi rapide e percorsi terapeutici adeguati. L’attivazione di questo percorso si è dimostrata molto importante; infatti, da inizio 2025, sono stati discussi al PDTA gastroesofageo 104 casi (76 stomaco e 28 esofago), mentre negli ultimi 12 mesi sono stati valutati circa 100 pazienti (77 con tumore dello stomaco e 28 con tumore dell’esofago). Dal gennaio 2025, presso l’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara, sono stati operati 22 pazienti con tumore dello stomaco e 7 pazienti con tumore dell’esofago.
I PROGRESSI TERAPEUTICI E CHIRURGICI. La prognosi del carcinoma gastrico sta migliorando grazie all’innovazione farmacologica e al progresso delle tecniche chirurgiche. Le nuove opportunità terapeutiche consentono trattamenti sempre più personalizzati.
“Non parliamo più di una neoplasia “orfana” di terapie efficaci – afferma Luana Calabrò, Direttrice dell’Unità Operativa di Oncologia Clinica dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara – oggi disponiamo di anticorpi monoclonali immunomodulanti, anticorpi farmaco-coniugati e farmaci a bersaglio molecolare, che permettono trattamenti personalizzati più efficaci e, in molti casi, capaci di prolungare significativamente la sopravvivenza e migliorare la qualità di vita dei pazienti”. A trarre il maggiore beneficio da queste innovazioni sono i pazienti il cui tumore presenta specifiche caratteristiche biologiche. “Per questo – prosegue Calabrò – è importante il ruolo dell’Anatomia Patologica e del Laboratorio di Biologia Molecolare del nostro ospedale, che ci consentono di individuare fin da subito biomarcatori come proteine espresse sulle cellule tumorali come HER2, PD-L1, o alterazioni molecolari del tumore come l’instabilità dei microsatelliti e altre alterazioni genetiche rilevanti per orientare la terapia. Un ruolo di rilievo lo gioca anche il “Board interdisciplinare di immuno-oncologia”, attivo da un paio d’anni: grazie a questo team possiamo affrontare rapidamente gli effetti collaterali dei nuovi farmaci biologici ed immunoterapici, consentendo ai pazienti di proseguire le cure in sicurezza e senza interruzioni”.
Anche sul fronte chirurgico si registrano miglioramenti significativi, in particolare con l’adozione di tecniche mini-invasive. “L’evoluzione delle tecniche chirurgiche – evidenziaGabriele Anania – Direttore dell’Unità Operativa di Chirurgia Laparoscopica per patologie benigne e maligne gastroenterologiche dell’ospedale di Cona -, l’approccio mininvasivo e l’utilizzo della chirurgia robotica per questa patologia hanno contribuito a ottenere risultati eccellenti, aumentando anche la nostra attrattività nelle zone limitrofe. Questi progressi sono il frutto di una stretta e storica collaborazione con i colleghi della Chirurgia Toracica, fondamentale per il trattamento chirurgico dei tumori della giunzione esofagogastrica e dell’esofago. Estremamente importante anche la collaborazione con i Medici di Medicina Generale e le associazioni dei pazienti per fare informazione sulla prevenzione ed educazione agli stili di vita corretti”.
L’INNOVAZIONE DIAGNOSTICA E IL RUOLO DELL’ENDOSCOPIA DIGESTIVA. L’innovazione non è solo farmacologica. Il PDTA garantisce un accesso migliore e più rapido all’esame endoscopico (EGDS) per i pazienti con segni d’allarme, grazie a un dialogo strutturato tra Medici di Medicina Generale e specialisti. “L’ecoendoscopia (EUS) riveste un ruolo fondamentale nell’iter diagnostico delle neoplasie gastroesofagee – evidenzianoSusanna Gamberini, Direttrice facente funzioni dell’Unità Operativa di Gastroenterologia del Sant’Anna e Rosario Arena, medico della Gastroenterologia e referente per questa neoplasia – permettendo una stadiazione locale estremamente accurata grazie alla sua capacità di valutare con precisione la profondità della lesione. In parallelo l’endoscopia terapeutica sta evolvendo: nel nostro presidio, quest’anno, abbiamo eseguito le prime due procedure di Dissezione Endoscopica Sottomucosa (ESD) su lesioni gastriche. Questo risultato, che prima richiedeva l’invio a centri esterni specializzati, testimonia il consolidamento delle competenze del nostro team nell’intercettare prima le patologie iniziali, quando la diagnosi precoce è determinante. L’endoscopia continua a rivestire un ruolo decisivo anche nella gestione delle complicanze e delle ostruzioni nelle fasi avanzate di malattia, ad esempio mediante il posizionamento di stent. In questo contesto il contributo del gastroenterologo è parte integrante del gruppo multidisciplinare”.
L’IMPORTANZA DEL SUPPORTO NUTRIZIONALE E ASSOCIATIVO. Un elemento decisivo per migliorare la prognosi è la valutazione precoce dello stato nutrizionale e funzionale del paziente, spesso compromesso dalla malattia o dai trattamenti. «Un ulteriore elemento per migliorare la prognosi è la valutazione precoce dello stato nutrizionale e funzionale del paziente”, commenta Ilaria Carandina, Dirigente Medico Oncologo dell’ospedale di Ferrara e Responsabile Scientifico del PDTA Tumore Gastrico. “Il tumore gastrico – prosegue – e in parte i trattamenti stessi, può compromettere peso, forza muscolare e metabolismo. Intervenire presto significa garantire una migliore tolleranza ai trattamenti e una più alta probabilità di successo terapeutico».
Il percorso di cura si avvale anche del contributo dell’Associazionismo. Claudia Santangelo, Presidente Associazione “Vivere senza stomaco si può”: “la nostra Associazione, nata dall’esperienza diretta di chi ha subito una gastrectomia, si impegna a fornire sostegno pratico, umano e psicologico. Sappiamo che dopo l’intervento chirurgico il paziente ha bisogno di supporto specifico per gestire le nuove sfide quotidiane, come mangiare e affrontare i disturbi metabolici. Per questo sosteniamo il PDTA di Ferrara (evidenziando anche il preziosissimo lavoro dei Medici di Medicina Generale nella diagnosi precoce), che sta “facendo scuola” per la sua completezza, e offriamo consulenze gratuite di esperti e una “help line 24 ore su 24” (388.8812566) per non lasciare nessuno solo nell’affrontare la malattia. Per chi desidera informazioni: info@viveresenzastomaco.org , www.viveresenzastomaco.org ”.
LA PATOLOGIA. Il carcinoma gastrico è il quinto tumore più frequente al mondo e in Italia. Nel nostro Paese si verificano circa 14.500 nuovi casi all’anno (9000 uomini contro 6000 donne), posizionandosi globalmente come la terza o quarta causa di morte per tumore. In Italia si stima una sopravvivenza a 5 anni del 32%.
Il tumore gastrico e dell’esofago è una neoplasia complessa, spesso diagnosticata in fase avanzata, che richiede una forte interazione tra specialisti non solo per la diagnosi e l’iter chirurgico, ma anche per la fase di preparazione al trattamento, includendo valutazioni nutrizionali, e per il supporto post-operatorio a lungo termine.