Onotri(SMI): Occorrono nuove tutele per medici di medicina generale ancora esclusi

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La tragedia del Covid 19 in Italia ha causato centinaia  di migliaia  di morti e  tra questi  quasi 400 medici italiani, di cui più della metà medici di famiglia, a seguito  del loro lavoro nell’assistenza ai pazienti.  Una catastrofe  umana e sociale! Il sacrificio  di  centinaia di medici deceduti a causa della pandemia, avrebbe dovuto spingere la Parte Pubblica  a intervenire per il riconoscimento dell’infortunio sul lavoro ai medici di medicina generale  a seguito di contagio da Covid19, ma così non è stato!> così Pina Onotri, Segretario Generale dello SMI commenta la giornata della memoria per le vittime della pandemia.

Stiamo, per queste ragioni,  per lanciare  una  petizione pubblica  per  supportare una proposta legislativa di modifica del Decreto Legislativo 9 aprile 2008 n. 81, in materia di tutela della salute e della sicurezza e che punti al  riconoscimento dell’infortunio sul lavoro per i medici di medicina generale.

Contiamo di raccogliere migliaia di firme affinché ai medici di famiglia, nell’esercizio delle loro funzioni, che contraggono una malattia, a seguito del contagio  di un  virus che produca la morte, l’inabilità permanente o l’inabilità assoluta temporanea per più di tre giorni, sia riconosciuto l’infortunio sul lavoro e che sia classificato come derivato da  una  causa violenta.

Non si può più tollerare questa discriminazione, per questo occorre uno strumento normativo adeguato che riconosca ai medici di medicina generale le tutele previste per tutti gli altri lavoratori. I medici di famiglia devono poter usufruire del riconoscimento da parte dell’INAIL dell’infortunio sul lavoro  e degli indennizzi  economici adeguati nel caso di decesso  dovuto a cause di lavoro, come quella da contagio da virus.

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