mercoledì, 13 Maggio 2026

Bonus sanitari, Bartolazzi (Sanità Sardegna): FdI non sanno neanche come funziona il Fondo sociale Europeo

In merito al provvedimento dei “Buoni Servizi Sanitari”, recentemente varato occorre ancora una volta intervenire per correggere le affermazioni inesatte e fuorvianti del gruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio Regionale.
I Bonus Servizi Sanitari sono una misura di sostegno sociale di tipo sperimentale, mirante a contrastare un particolare aspetto della povertà, che si sta manifestando ovunque nel nostro Paese: la povertà può essere, ed è sempre di più anche “sanitaria”, in Italia come in Sardegna.
La misura, promossa dall’Assessorato al Lavoro di concerto con l’Assessorato alla Sanità, è finanziata prevalentemente con risorse del Fondo Sociale Europeo Plus (Fse+) per le annualità 2021-27. Il Fondo è dedicato all’investimento nel capitale umano e a sostenere l’attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali, fornendo un contributo alle politiche europee prevalentemente in materia di occupazione, affari sociali, istruzione. Per questo carattere specifico, le risorse del Fondo, ammontanti nel caso in discussione ad 8 milioni di euro, sono state correttamente assegnate all’Assessorato Regionale al Lavoro. La misura è stata poi integrata con ulteriori 2 milioni di risorse regionali.
Ribadito dunque che i fondi in oggetto, per la loro precipua natura, non potevano che essere attribuiti all’Assessorato regionale al Lavoro, rilevato che il Programma Fse+ 2021-27 include fra le azioni finanziabili quelle all’interno della Priorità 3 (“Inclusione e lotta alla povertà”), nel cui ambito individua le misure atte a “Migliorare l’accesso paritario e tempestivo a servizi di qualità sostenibili e a prezzi accessibili, (…)anche in ambito sanitario; modernizzare i sistemi di protezione sociale(..), l’efficacia e la resilienza dei sistemi sanitari e dei servizi di assistenza di lunga durata, anche per le persone con disabilità”, tutto ciò premesso è stato ritenuto opportuno dagli assessori Manca e Bartolazzi convogliare una parte di questi fondi in una misura condivisa a vantaggio dei cittadini sardi in condizione di particolare svantaggio economico, individuando come obiettivo comune quello di sostenere l’accesso ai servizi-socio sanitari. Per i motivi sopra esposti, è stato poi opportunamente previsto di attribuire la gestione della misura all’Agenzia sarda per le politiche attive del lavoro, sottolineando che la misura è alternativa ai provvedimenti precedentemente assunti dalla Giunta regionale (DGR n.30/17 del 21.08.2024): chi riceve il rimborso dall’ASL non potrà richiedere i “buoni sanitari”, mentre chi usufruisce dei buoni non avrà diritto al rimborso da parte dell’ASL.
“Nessuna rivalità fra i due assessorati del Lavoro e della Sanità dunque, tantomeno nessun intento nascosto da parte di alcuno, quanto piuttosto una forte capacità di collaborare e lavorare per obiettivi. La nostra è una visione di Sardegna coesa, solidale, che non lascia indietro nessuno”. Così l’assessore alla Sanità Armando Bartolazzi. “Capisco che i concetti di cooperazione, progettualità interassessoriale e di bene comune siano avulsi dalla cultura delle nostre destre, ma ci si aspetterebbe almeno una conoscenza minima dei meccanismi di attribuzione delle principali linee di finanziamento europee”, prosegue Bartolazzi. “Ragionare inoltre in termini di bandierine da mettere sopra questo o quel provvedimento rappresenta un atteggiamento svilente e puerile da parte delle minoranze, tanto più quando si parla di misure che servono ad alleviare il disagio di migliaia di cittadini. Approfitto invece per ringraziare ancora una volta l’Assessora Manca per la sensibilità condivisa sui temi del sociale e della grande capacità di fare squadra fra i nostri due assessorati, a tutto vantaggio dei cittadini sardi”.

Notiziario

Archivio Notizie